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Ieri e oggi

  • 1250

    I Gherardini, nobile famiglia toscana, costruiscono il proprio castello a Montagliari, su una collina dominante la valle del fiume Greve. Accanto al castello, la famiglia edifica la chiesa di Santa Maria della Neve.

  • 1300

    Scacciati da Firenze dai Guelfi Neri, i Gherardini s’installano definitivamente nel castello di Montagliari. Costrette dall’esilio, le famiglie di parte bianca si riuniscono nella Val di Greve per contrastare l’egemonia politica dei Guelfi Neri, organizzando violenti assalti per impedire il trasporto di viveri e mercanzie verso Firenze.

  • 1302

    La città di Firenze, stanca di far fronte ai continui episodi di sabotaggio, rade al suolo il Castello dei Gherardini, che saranno costretti a trasferirsi sull’altro versante della vallata, a Vignamaggio.

  • 1400

    Con lo sviluppo economico e sociale delle campagne, l’antico insediamento di Vignamaggio si trasforma e diventa un palazzo signorile.

  • 1404

    Viene redatto il primo documento che testimonia la presenza dell’attività vinicola di Vignamaggio: la pergamena del 1404 di Amidio Gherardini, consente di celebrare simbolicamente l’incipit della storia che lega Vignamaggio alla vinificazione, un lungo percorso cominciato più di 600 anni fa.

  • 1421

    Per pagare i propri debiti, i Gherardini sono costretti a cedere la tenuta alla famiglia Gherardi.

  • 1473

    Leonardo da Vinci dipinge “Paesaggio con fiume”, annotando “Sta Maria della Neve”. Il paesaggio richiama forse Santa Maria della Neve di Montagliari costruita dai Gherardini e risparmiata dai Guelfi Neri durante la distruzione del castello nel 1302.

  • 1479

    Nasce Monna Lisa Gherardini, la nobildonna ritratta da Leonardo da Vinci nel suo quadro più celebre “La Gioconda”.

  • 1500

    In questo periodo la villa si evolve ulteriormente. Nel libro «Popoli e Strade dei capitani di Parte Guelfa» la fattoria di Vignamaggio è indicata nella mappa del popolo di San Niccolò a Montagliari.

  • 1600

    Andrea Gherardi detiene la fattoria per un lungo periodo, acquistando nuovi poderi e incrementando la produzione. Nel contempo la villa diventa un vivace centro culturale e artistico. Vigneti, frutteti, oliveti, marroneti circondano la dimora che possiede ormai una cappella privata, il frantoio, dei forni, l’incantevole corte interna con il pozzo, le stalle, la camera del cacio e diversi pollai.

  • 1700

    La fattoria produce e vende vino, olio, grano, orzo e in minore quantità foglie di gelso, bozzoli, piccioni, frutta, legname. I poderi che facevano parte di Vignamaggio erano ben 17 e ognuno produceva le sue specialità: dalle nocciole del Podere a Luco, alle mandorle e ai fichi del Podere Termine.

  • 1800

    A inizio secolo, tutta la regione subisce i danni di una forte crisi agricola. Nel 1831 i Gherardi vendono la villa, che passa nelle mani di diversi proprietari durante tutto il secolo.

  • 1900

    Vigneti e oliveti si impongono come elementi pressoché unici del panorama chiantigiano, a discapito delle piccole coltivazioni di cereali e dei frutteti. A partire dal 1926 i Conti Sanminiatelli rendono Vignamaggio un centro culturale e artistico importante. Nel 1987 la tenuta passa alla famiglia Nunziante, che ne ristruttura gli edifici e i giardini, rinnovando le cantine e aprendo la tenuta al pubblico.

  • OGGI

    Nel 2014 la gestione di Vignamaggio passa all’architetto Patrice Taravella, che desidera condividere Vignamaggio non soltanto come luogo, ma come esperienza da vivere. Questo concetto si unisce alla volontà di diversificare le colture e rivalorizzare gli orti e i giardini.

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