MONNA LISA & LEONARDO

Tra il 1503 e il 1506, Leonardo da Vinci dipinse il ritratto di una nobildonna dai tratti enigmatici, al contempo sensuali e materni, che non terminò mai e che portò con sé sempre, fino alla fine dei suoi giorni.

Per anni la diatriba riguardante la misteriosa identità della Gioconda ha animato studiosi e biografi, alimentando la fantasia di scrittori e cineasti: la Gioconda era forse un autoritratto di Leonardo, una figura di fantasia, Caterina Sforza, Isabella d’Aragona o la madre dell’artista?

 

A metà del XVI secolo, il Vasari riconobbe in questa figura quella di Monna Lisa Gherardini (1479-1542), figlia di Anton Maria di Noldo Gherardini e moglie di Francesco del Giocondo, da cui deriva il nome attuale del dipinto.

Cinquecento anni dopo l’esecuzione del dipinto, nel 2005, questa ipotesi viene rafforzata dal ritrovamento del bibliotecario tedesco Armin Schlechter*.

Armin Schlecter

*Nel 2005 Armin Schlechter trova nella Biblioteca di Heidelberg un codice de “Le Lettere Agli Amici” di Cicerone, stampato nel 1477 e di proprietà del cancelliere fiorentino Agostino Vespucci.
In una pagina dell’incunabolo, Schlechter riesce a decifrare un’interessante nota a margine, nella quale Vespucci nomina tre opere di Leonardo, annoverando tra queste “il ritratto di Lisa del Giocondo”.
La presenza di questo nome e la data dell’iscrizione, Ottobre 1503, hanno legittimato l’identificazione fatta dal Vasari, attestando quindi che sarebbe proprio Lisa Gherardini la donna ritratta nel quadro.

Come è noto, le fonti attestano che fu proprio la famiglia Gherardini a edificare la villa di Vignamaggio nel XIV secolo.

Secondo la leggenda, Lisa Gherardini avrebbe frequentato assiduamente Vignamaggio, dove risiedevano i cugini, i Gherardi, che possedevano la villa dal 1421.

Ci piace immaginare Lisa girovagare per questi giardini, nascondersi nell’erba alta e nei campi di grano o leggere davanti al caminetto, mentre fuori la neve si posa sulle colline.

Leave a reply