Nella parte ad oriente della proprietà, cioè
quella di maggiore altitudine, è presente la
formazione, cosiddetta del “Macigno”, di
epoca oligocenica (formatasi fra 34 e 23 milioni di
anni fa), che dà luogo ad un paesaggio impervio,
ricco di boschi; questa formazione è quella che
interessa anche il paese di Lamole.
Nella parte più occidentale e più bassa
della proprietà, invece, è presente la
formazione del “Complesso caotico delle argille
scagliose” o “Formazione di Sillano”,
di origine paleocenica (formatasi fra 65 e 53 milioni
di anni fa), che genera declivi relativamente più
dolci, in cui si alternano marne, calcari marnosi grigio-chiari
e argilliti.
La prima formazione è costituita prevalentemente da arenarie, che degradandosi producono terreni acidi, sabbiosi, o “sciolti” come si suole dire, ricchi di sassi.
La seconda formazione, che degrada verso il fiume Greve
e risale sul versante
opposto,
è quella su cui è presente la maggior
parte delle colture di Vignamaggio e dà luogo
a terreni più argillosi, ma ugualmente poco fertili
e ricchi di sassi prevalentemente calcarei o arenacei.
La villa di Vignamaggio è collocata proprio sulla linea di passaggio fra queste due entità geologiche, cioè su una “faglia”. Naturalmente, lungo questa linea le caratteristiche dei terreni non sono nettamente distinguibili e presentano spesso caratteristiche intermedie ed è proprio questo aspetto che contribuisce a creare un peculiare substrato per i vigneti. Infatti, molti vigneti di Vignamaggio sono caratterizzati da una estrema diversità nella natura dei terreni, anche all’interno di un singolo appezzamento, dove con repentini cambiamenti si possono riscontrare tipi di suoli anche molto differenti tra di loro. |